giovedì 30 gennaio 2014

La sicurezza dov'è?

Una storia vera, accaduta alla mia famiglia: i ladri suonano al citofono di casa... E quando mio figlio chiama carabinieri e polizia, passa più di un'ora prima che qualcuno si faccia vedere

Mi presento brevemente. Ho 55 anni, faccio il giornalista da quando ne avevo 21, sono autore del blog Italiainprimapagina.it. L'idea di pubblicare questo blog mi è venuta la scorsa settimana quando la mia famiglia è stata protagonista di una storia di quelle che di solito si raccontano sui giornali, alla voce: paradossi di uno Stato incapace di garantire la sicurezza ai cittadini.
Era venerdì 24 gennaio quando due loschi figuri, che hanno suonato al citofono di casa mia (avendo risposta) hanno poi svaligiato numerose abitazioni a San Bartolomeo, sulle colline nel versante Ovest della Valle Staffora. Dalla prima chiamata al 112, la centrale operativa dei Carabinieri, a quando l'autopattuglia è arrivata sul posto è passata un'ora e un quarto abbondante. Parlerò in seguito, più diffusamente, dell'accaduto. Ricostruendo minuto per minuto gli eventi. In questo primo post mi preme introdurre alcune domande. Se la capacità operativa delle forze dell'ordine è questa, quale grado di sicurezza abbiamo? Le società moderne si fondano su un contratto non scritto (ma fino a un certo punto) in base al quale i cittadini rinunciano alla propria difesa, affidando ai corpi di polizia la tutela della loro incolumità e dei loro averi. Se questo contratto non viene onorato in maniera così palese, qual è la conclusione che se ne può trarre?
Di più: se Carabinieri (e Polizia) sono nell'incapacità di controllare il territorio e garantire un livello minimo di sicurezza ai cittadini, cosa si può fare? Già, cosa si può fare? Francamente non ho una risposta a questo interrogativo. In realtà ne ho tante. Ma credo che abbia poco senso rimuginarle nel chiuso di una stanza. Una persona sola può cambiare una piccola  parte della realtà che la circonda. Dieci persone possono cambiare qualcosa. Cento parecchio. Mille riescono a modificare gli eventi.
Da qui l'idea: perché non costituire un'associazione di cittadini impegnati a migliorare la sicurezza e la vivibilità del luogo dove abitano? E condividere, esperienze (magari disavventure), aspirazioni, iniziative?

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